Ciao!

Oggi parliamo un po’ più seriamente. Ti dico che non avevo più intenzione di scrivere sul Coronavirus. Sono ormai stanca di ascoltare e parlare di questo argomento, penso lo sia anche tu. Inoltre è giunto il momento di tornare alla normalità. L’Italia è un paese così bello e interessante che potrei parlarvi di tantissimi altri argomenti… ho quasi finito di scrivere un post con la ricetta della migliore pizza fatta in casa che abbia mai provato.

Invece no. Sono dovuta andare su Instagram e vedere la storia di una famosa blogger polacca. Sia chiaro che lei mi piace molto e penso che in generale sia una delle poche blogger/influencer che abbia qualcosa di veramente interessante da dire. Stava parlando “dell’apertura delle frontiere dell’Italia a partire dal 3 giugno – non è forse troppo presto?”

Ti dirò che mi sono arrabbiata da morire. Come lei ha detto: “sa che è necessario il turismo – perché le persone vivono di quello – ma non è troppo presto?”

Appunto! La gente vive di quello. L’ignoranza e il disprezzo che le persone che hanno un enorme seguito dimostrano mi fanno incazzare. Sono dell’opinione che se non sei informato di qualcosa, meglio non parlarne in pubblico. Parlare solo per parlare è una perdita di tempo, sia per chi parla che per chi ascolta, e come ognuno di noi sa, il tempo nella vita è molto importante.

Ora potrai chiedermi: cosa non va in quello che ha detto…

Innanzitutto, come tutti sappiamo, l’Italia non è il primo paese ad aprire i suoi confini. In secondo luogo ad oggi l’Italia non è il paese con il più alto numero di contagiati in Europa. Infatti, attualmente, il numero di malati è di circa 68.000, quando, in Francia ad esempio sono 90.000, e in Belgio 32.000…

Attualmente i polacchi quando pensano all’Italia, hanno un’idea distorta dell’epidemia che è avvenuta qui. È vero che l’epidemia in Italia è scoppiata prima che in tutta Europa, ed è per questo che se ne è parlato di più, tuttavia, vale la pena ricordare ed essere consapevoli che paesi come la Gran Bretagna o la Spagna hanno un numero maggiore di contagiati. Naturalmente, anche i media polacchi sono responsabili di questo, poiché hanno bombardato di notizie le persone raccontando con grande forza la drastica situazione in Italia, dicendo ad esempio che gli anziani venivano lasciati morire da soli. . (otwiera się na nowej zakładce)”>Di questo puoi leggere qui <clic>.

Hanno creato una narrazione dei fatti molto ben venduta, e non hanno voluto poi rilasciare informazioni sul miglioramento della situazione in Italia e della degenerazione della situazione in altri paesi.

Questo è il motivo per cui mi appello alle persone in Polonia di non staccare il cervello, di non credere a tutto ciò che ascoltano, di stare attente e di cercare la verità, e non solo in questo caso. Ricordati inoltre di una cosa molto importante, i media sono alla ricerca di notizie che facciano scalpore perché vendono bene. Il tempo dei veri giornalisti sta volgendo al termine, ma questo è un argomento per un altro post.

Non bisogna dimenticare che il governo italiano è stato il primo a decidere in merito all’introduzione di uno stato di emergenza che ne decretava la sua chiusura. L’Italia è stata chiusa definitivamente il 12 marzo, e riaprirà solamente il 3 giugno. Per tutto questo tempo l’economia è rimasta bloccata per quasi 3 mesi. Esiste un altro paese europeo che ha preso una decisione così drastica e coraggiosa? La risposta è no.

L’Italia è un paese in cui la popolazione supera i 60 milioni e il numero di tamponi eseguiti dall’inizio dell’epidemia al 18 maggio è di 3 041 366.

Al momento il rapporto tra il numero di contagiati e il numero di tamponi eseguiti è pari a 1/80.

Per fare un confronto, in Polonia, un paese con una popolazione di circa 38 milioni di abitanti, fino ad ora sono stati effettuati solamente 653 224 test. 

Mi sembra logico pensare che minore è il numero di tamponi eseguiti, minore saranno i casi positivi. Vorrei far notare che la Polonia non è l’unico paese…

Un’altra questione molto importante, se non la più importante, sul perché l’Italia non possa essere più essere chiusa, è ovviamente l’economia. Come ho scritto prima, nessun altro paese è stato chiuso per così tanto tempo come l’Italia. Se qualcuno non conosce la realtà italiana e dice che “sa che il turismo è necessario – perché la gente vive di quello” e allo stesso tempo dice “ma non è troppo presto per riaprire i confini?”, secondo me non sa cosa sta dicendo.

Io, da persona che vive qui, che conosce l’Italia prima e “dopo” il coronavirus, osservo come le persone abbiano visto in pochi mesi cessare le proprie attività per cui hanno lavorato per anni e si stiano piano piano indebitando. Non capisco come delle persone che vivono in un altro paese, che non conoscono la realtà dei fatti, possano senza tanti pensieri esprimere in pubblico la loro opinione. Mi riferisco anche agli italiani che parlano della situazione negli altri paesi.

Ai miei occhi, voi italiani siete le persone che cercano la felicità nelle piccole cose, che per ultime iniziano a lamentarsi e preoccuparsi. Tutta l’Italia ha un grande desiderio di un nuovo inizio. Per tutta la pandemia siete stati davvero restrittivi, non siete usciti di casa, avete chiuso umilmente le vostre aziende perché sapevate che era davvero necessario. Sono davvero orgogliosa di voi.

Come tutti sappiamo, l’economia italiana si basa in gran parte sul turismo. Per ogni ristorante in Polonia, in Italia ce ne sono 20, così come per gli hotel, bar e musei…

L’Italia, come mai prima d’ora, ha bisogno dei turisti che da sempre hanno preso d’assalto questo bellissimo paese. Eh sì, ecco perché mi sono arrabbiata. Se l’Italia dovesse rimanere chiusa più a lungo, la domanda da porsi sarebbe: meglio che le persone muoiano a causa del coronavirus, della fame o della depressione?

Il mio scopo non è convincere te o i miei lettori polacchi a fare una vacanza in Italia, vorrei solo che quando sceglierai la tua prossima destinazione per le vacanze, non escluderai a priori l’Italia.

So che molti dei miei connazionali, ma anche amici tedeschi, olandesi o britannici si chiedono cosa fare con le vacanze prenotate in Italia. So anche che molti di loro stanno pensando di disdire o lo hanno già fatto.

Sfortunatamente, nonostante molte rassicurazioni, l’Italia non è pubblicizzata correttamente nei media europei, e non si riesce ad aggiustare la sua immagine stravolta dai media in Europa.

Secondo il New York Times, l’Italia è uno dei 10 paesi più sicuri per le vacanze del 2020. Insieme ad Australia e Nuova Zelanda, Grecia, Porto Rico, Islanda, Messico, Francia, Singapore e Hawaii.

È interessante notare che la Slovenia non è stata inclusa in questa classifica, che ha annunciato con entusiasmo la fine dell’epidemia di coronavirus in Europa. Chiediamoci perché? Certo, per attirare i turisti.

A presto!